lunedì 11 dicembre 2017
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Il romanzo della Andrea Moda in Formula Uno

I box Manor in Australia
I box Manor in Australia

L’inizio del mondiale Formula Uno 2015 ci ha regalato due storie curiose. La prima è quella della Manor Marussia, che arriva ai box, monta le macchine e dice: “Porca bestia, abbiamo lasciato il computer a casa. Non possiamo accendere i motori. Però se volete darci i soldini del bonus Fom, noi ci siamo, eh”. La seconda è quella, ben più travagliata, della Sauber. In breve: Giedo Van Der Garde paga 8 milioni di euro per guidare la macchina svizzera anche nel 2015. Piccolo problema (per lui): Ericsson ne porta 20, di milioni. E così la Sauber fa due bei sedili a misura di Ericsson e Nasr.

I box Sauber in Australia
I box Sauber in Australia

L’amico Giedo s’incazza. Porta la Sauber in tribunale e vince. Arriva in pista, si infila la tuta di Ericsson che gli arriva alle ginocchia e pretende che gli si faccia un sedile. Qui le versioni sono contrastanti (pare che Giedo abbia pure rischiato un paio di schiaffi), ma la Sauber di fatto non vuole dare la macchina  a Giedo, i cui avvocati chiedono l’arresto del team principal Monisha Kaltenborn, portata di peso in tribunale (scrive Autosprint) e rilasciata. Si chiuderà tutto con una transazione: Sauber staccherà a Giedo un assegno. Chi dice otto, chi dice quindi milioni.

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Andrea Sassetti

Se questo vi sembra un bel poliziesco ambientato nei paddock, è nulla a confronto di quanto accadde con il mitico team Andrea Moda. Più che un poliziesco, un poliziottesco. Degno di Tomas Millian.
I fatti: nel 1992 Andrea Sassetti, giovanissimo imprenditore marchigiano, compra le due auto della Coloni (mi pare di ricordare fossero state fatte per Bmw nel 1990), gli schiaffa sotto due motori Judd, le vernicia di nero e ci scrive un gigante “Andrea Moda” sulla fiancata. La (dis)avventura della Andrea Moda nellla F1 inizia a febbraio, con il primo gp. Il team si presenta in Sudafrica con Alex Caffi ed Enrico Bertaggia, ma viene escluso dalla gara per due ragioni. La prima è non aver versato i 100mila dollari di tassa d’iscrizione al campionato, la seconda è il fatto di aver utilizzato la macchina di un altro costruttore.

Alex Caffi sulla Andrea Moda
Alex Caffi sulla Andrea Moda

Sassetti non si rassegna e ingaggia un ex progettista della March, Nick Wirth, che gli costruisce (o meglio gli assembla) una macchina in tre settimane partendo da pezzi semi-pronti. Gp del Messico: buca anche qui. Il materiale non arriva in tempo. I due piloti s’incazzano e Sassetti li lascia a piedi per ingaggiare Roberto Moreno e Perry McCarthy. In Brasile corre solo Moreno, all’inglese McCarthy (poi diventato il primo Stig di Top Gear) viene negata la superlicenza Fia, che comunque gli verrà concessa più avanti. Il budget della squadra è ridicolo, tant’è che per le qualifiche a Silverstone il povero McCarthy viene cacciato in pista con le gomme da bagnato in una giornata di sole. Quelle c’erano, quelle hanno montato. Ma è solo l’inizio della romanzesca annata della Andrea Moda. In Canada, ad esempio, arrivano le macchine vuote, senza i motori Judd, c’è chi dice per problemi di trasporto, chi per problemi di pagamento. E in Francia non arrivò nemmeno un bullone della Andrea Moda: i container rimasero invischiati in uno sciopero degli autotrasportatori. Sfiga. In tutto questo, non dimentichiamo che la macchina era un cancello: riuscì a qualificarsi una sola volta a Montecarlo con il buon Moreno, che in gara fece undici giri prima di fondere tutto. 

Il clou della vicenda nel gp del Belgio: a Spa Sassetti viene arrestato.

Scrive il Corriere della Sera, il 31 agosto 1992:

Arrestati ai box di Spa, il titolare della scuderia Andrea Moda, l’ industriale calzaturiero marchigiano, Andrea Sassetti e il team manager della squadra, il belga Zago. La polizia e’ intervenuta su richiesta del giudice del Tribunale di Verviers, che ha dovuto esaminare le richieste di due creditori del team di Moreno e McCarthy. Nella documentazione presentata a difesa, i dirigenti della squadra avrebbero esibito una documentazione ritenuta non adeguata dal giudice, che ha risposto con il loro arresto ai box. I due sono stati portati a Verviers, ma dopo nove ore di interrogatorio sono stati rilasciati perche’ il giudice istruttore non ha raggiunto prove concrete.

L’ultimo capitolo della Andrea Moda viene scritto nel gp di Monza, quando il team viene definitivamente squalificato dal campionato, non prima di un discreto parapiglia ai box. I camion di Sassetti vogliono entrare ai box, i cancelli restano chiusi, poi vengono aperti dalle forze dell’ordine, tra gli uomini del team e quelli della Fia scoppia quasi una rissa. Le due macchine di Andrea Moda restano nei bilici, dai quali non scenderanno mai più.
Capito, quindi? Quelle di Manor e Sauber sono scaramucce, al confronto dell’annata da poliziottesco della mitica Andrea Moda.

Hi-ho.

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