domenica 8 dicembre 2019
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La pista di casa non tradisce…e ora si va in Veneto!

Fatica. Tanta fatica. La prima gara dell’anno con il caldo estivo è sempre una sofferenza, sia per il pilota, sia per chi tira i bulloni. Ma alla fine, archiviamo la seconda gara della stagione con un risultato soddisfacente e oltre ogni più rosea aspettativa.
Dopo l’esordio incoraggiante del 19 aprile, nel weekend del 10 maggio abbiamo replicato su quella che ormai è la pista di casa: 7 Laghi International Circuit, Castelletto di Branduzzo, provincia di Pavia.

SABATO – Assetto della scorsa gara, nel primo turno di prove libere facciamo segnare subito un buon tempo. Ma si capisce subito che la pista è difficile: mentre nella scorsa gara correvano solo le categorie Rok e quindi in traiettoria c’era un solo tipo di gomma, la Bridgestone, in questa gara corrono anche altre categorie, quindi il miscuglio di gomma in traiettoria – unito ai 30 gradi e alla pioggia di pollini – rende la pista più lenta e difficile da interpretare, sia in termini di assetti, sia in termini di guida. Passano i turni e la nostra gomma finisce, gli altri montano il set di gomme nuove nel pomeriggio quindi perdiamo un po’ i riferimenti. Tentiamo assetti alternativi ma la direzione che prendiamo non ci convince, quindi torniamo sui nostri passi. In più, il gran caldo ci obbliga a metà giornata a cambiare radiatore per usarne uno più grosso. Facciamo fatica anche a scegliere il rapporto giusto, poiché con un rapporto lievemente più corto che aiuta l’uscita dalle curve lente paghiamo quasi 3 km/h rispetto alle nostre consuete velocità di punta (112 km/h, in questa pista). Insomma, a fine pomeriggio abbiamo lavorato tanto ma abbiamo la sensazione di non essere completamente a posto, almeno non tanto quanto la scorsa gara. Il cronometro comunque dice che siamo circa a mezzo secondo dai migliori, quindi siamo perfettamente nei nostri standard.
Montiamo le gomme in parco chiuso, prepariamo telaio e motore per il warm up di domenica mattina e ci congediamo dalla pista. Doccia in albergo e poi a Pavia, da Orazio, per un giropizza impegnativo.

marco_bambace_branduzzo_rokDOMENICA – Finalmente nel warm up capiamo di essere sulla strada giusta. Quindicesimo tempo. C’è margine di miglioramento, quindi per le qualifiche apriamo di due millimetri la campanatura delle ruote anteriori, per evitare un avantreno troppo incollato con la gomma nuova. Riusciamo a presentarci al montaggio gomme in anticipo e siamo tra i primi a schierarci per le prove di qualificazione: questo ci permette di partire in una buona posizione e sfruttare la pista libera, senza traffico.
Il risultato è ottimo: 11esimo tempo su 27. Forse la miglior qualifica mai fatta, a 4 decimi di secondo dalla pole position.
Decidiamo di mettere una barra antirollio tonda per la prefinale e di dare un altro pizzico di campanatura. Siamo in griglia, ed essere a un passo dalla top ten è davvero una bella sensazione. Peccato, però, che la prefinale non vada proprio come  sperato. Al primo giro Marco si tocca con un altro pilota e il contatto lo fa arretrare in ventesima posizione. Si trova a combattere con piloti che in qualifica erano più lenti di lui, ma l’assetto sbagliato e il motore non al 100% (a causa anche della temperatura dell’acqua un po’ alta) lo costringono a remare in mezzo al gruppo. Alla fine comunque è 15esimo. Ma, risultato a parte, c’è da migliorare il setup generale per la finale.
Cosa che, fortunatamente, ci riesce: torniamo alla campanatura neutra e alla nostra barra antirollio piatta, abbandonando quella tonda usata quasi da tutti. Piccola lezione: non usare mai un componente perché “lo montano tutti”: usa quello che va bene a te. Ogni pilota ha il suo assetto.
In finale partiamo 15esimi. Pronti, via: ottima partenza di Marco, che passa dall’esterno all’interno e sfila un contatto alla prima curva, trovandosi incredibilmente ottavo. Per un po’ di giri fa cagare addosso il sottoscritto, perché non solo resta ottavo, ma sembra andare a prendere anche il gruppetto davanti a lui.
Poi, alla lunga, quattro piloti molto veloci risalgono e, avendo un passo più rapido, lo sorpassano. Ma la sua gara è ottima. Gira costante, al decimo, su tempi molto buoni, quasi mezzo secondo più bassi rispetto ai crono della prefinale. Un ritmo che gli permette di chiudere in 12esima posizione una gara dove, ve l’assicuro, essere a metà è già un successo, per chi investe il nostro tempo e il nostro budget. Davvero una bella soddisfazione. Una bella gara, che si conclude pure con una “capatina” sul podio: Marco è infatti terzo nella classifica “Elite 30”, riservata ai piloti con più di 30 anni.
La prossima trasferta sarà ad Adria, in provincia di Rovigo, il 31 maggio, sul velocissimo Adria International Raceway.

Hi-ho!

Nella foto in alto: Marco Bambace, a destra, sul podio della Elite 30 Rok con Massimo Rabaglia, vincitore assoluto della gara 

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