sabato 31 ottobre 2020
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La regular season si chiude in Friuli: 9° posto

PRECENICCO (Udine) – Trasferta impegnativa, al Cirucito Internazionale Friuli Venezia Giulia. Non foss’altro per i chilometri: quasi 800 tra andata e ritorno. Che con un Mercedes Vito di ultima generazione passerebbero in fretta, e invece siamo somari anche nel camion: Iveco Daily aspirato tetto alto di 15 anni fa. Un onestissimo mulo, che tuttavia… non fa della velocità un punto di forza. Novanta, cento all’ora a dir tanto. Può spingersi fino ai 120, ma passati i 100 consuma come una petroliera iraniana. Non ci lamentiamo, fino ad ora ha portato noi e telai in giro per il Nord Italia. Piano, ma l’ha sempre fatto.

marco_bambace_rok_preceniccoSABATO – Arriviamo venerdì pomeriggio e iniziamo a montare il box, tenda picchettata in terra, scarichiamo telaio e motore e iniziamo a montare tutto. Finiamo all’ora di cena e ricoveriamo tutto pronto per il sabato mattina. Primo turno, pista scivolosa, siamo a 5 decimi dai migliori. Non male. Miglioriamo noi, migliorano gli altri. Un buon passo fino al terzo run, che saltiamo perché inizia a piovere: qualcuno gira sull’acqua, ma visto che per domenica danno bello, e visto che i pistoni non crescono sugli alberi, restiamo ai box. La pista si asciuga per gli ultimi due turni e i tempi sono ottimi: nell’ultimo turno Marco è a 4 decimi dai migliori. Facciamo in totale cinque turni, e siamo pronti per la gara.

DOMENICA – La mattinata inizia storta. Nel pulire, sistemare e controllare il kart, qualcuno (…) lascia aperto il tappo del radiatore. Appena appena puntato. Non ce ne accorgiamo e dopo 3 giri, nel warm up, si accende una grossa spia rossa sul cruscotto, che di solito promette pochi omaggi: l’acqua arriva a 58 gradi. Marco torna ai box e prima di accorgerci che il radiatore è aperto e ha perso mezzo litro, sospettiamo che la pompa dell’acqua sia andata. Fortunatamente era il tappo del radiatore. Nelle qualifiche smagriamo un pelino ma non serve a nulla. Marco gira da solo, non riesce a trovare uno più veloce di lui al quale “incarotarsi” (termine altamente tecnico per indicare un pilota che precede e aiuta a migliorare il ritmo…). Al rientro ai box si prende pure qualche parola dal sottoscritto, modello Harry di Giorni di Tuono, tanto per fargli capire che sarebbe potuto andare più forte…e comunque, niente male: 11esimo posto, a mezzo secondo abbondante dalla pole. Siamo nel nostro. 
contatto1  contatto2Parte la prefinale. Un po’ si sfiga: in un tentativo di sorpasso alla prima staccata, Marco si tocca con un pilota e si gira (come si vede nella sequenza, del mitico Italo Benedetti di Sportinphto). Riparte sedicesimo, rimonta e chiude quattordicesimo.
In finale le cose vanno meglio. Partenza buona, e ormai questo è abbastanza una caratteristica di Marco (sgrat sgat, ferro…) e gara alla rincorsa. Tutti i giri dentro due decimi, tranne uno in cui il dodicesimo lo sorpassa. A un giro dalla fine è dodicesimo, ma alla prima staccata dell’ultimo giro, nell stessa curva del contatto in prefinale, con lo stesso pilota, tira una frenata più lunga ed è dentro: undicesimo. All’ultima curva il dodicesimo lo tampona e lo fa allargare, ma lui resiste. Nel frattempo, due piloti davanti si toccano e sono out, quindi guadagna altre due posizioni e taglia il traguardo in nona posizione, secondo della categoria elite.

Marco, 2° della Elite 30, con il primo classificato Rabaglia
Marco, 2° della Elite 30, con il primo classificato Rabaglia

REGULAR SEASON FINITA – Questa era l’ultima delle (nostre) quattro gare “normali” in programma. Ora pausa estiva, rebuild del materiale e poi arrivano le due gare più importanti della stagione. A inizio settembre si torna ad Adria, per il campionato italiano Rok Cup. Dopodiché, l’appuntamento è a Lonato (Brescia), per la finale internazionale.

Hi-ho!

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