domenica 17 ottobre 2021

Un po’ di sfiga. Ma ci vuole ben altro per fermare un asino (da corsa)

brand_primaDa due anni vedevamo sempre la bandiera a scacchi. Quindi, il ritiro di domenica rientra in quella normale, accettabile e fisiologica porzione di sfiga che prima o poi bisogna masticare senza far troppe storie.
Castelletto di Branduzzo, prima gara della stagione. Pista di casa. Dopo le buone sensazioni dei test di tre settimane prima, arriviamo in pista piuttosto carichi. Sabato, prove libere. Primo turno ok: gomma usata e carburazione tranquilla. Mezzo secondo dai primi, siamo nel nostro. Secondo turno: gomma nuova. Sensazioni strane, nel curvone a destra in fondo al rettilineo Marco sembrava “remare” troppo, col telaio che dave l’impressione di galleggiare. A fine run misuro la pressione dell’anteriore sinistra ed è salita troppo poco. Sospetta foratura. Gonfio la gomma e la immergiamo nell’acqua: sospetto confermato. La gomma non è forata, ma il cerchio perde. Si sono creati tre o quattro microforellini nel magnesio. Lo sostituiamo e nei quattro run successivi proviamo un po’ di geometrie anteriori (camber e caster) per alleggerire l’inserimento. C’è tanta gomma, la pista è pesante e tutti fanno fatica. Restiamo attorno ai 6 decimi dai primi, paghiamo ancora un po’ di velocità massima e ci mancano 200 giri/minuto in alto.
Domenica altra prova nel warm up: rapporto più corto e carburazione più magra per trovare i giri. Li troviamo. In qualifica c’è molto traffico, Marco non riesce a trovare un pilota più veloce che lo tiri ma fa il suo tempo: 17esimo su 32, a 0,675 secondi dalla pole position. Di solito prendiamo 5 decimi, quindi sappiamo di avere ancora margine. Nel frattempo, abbiamo “trovato” i giri e la velocità massima che mancavano, quindi torniamo a rapporto un dente più lungo. In prefinale buona partenza di Marco, che battaglia per 15 giri e alla fine riesce a chiudere al sedicesimo posto. Metà griglia. Purtroppo, però, altra sfiga: il regolamento di quest’anno impone di usare un muretto con un aggancio anti-tamponamento. Se si tampona, la carenatura rientra visibilmente e se a fine gara il muso è in posizione arretrata scattano dieci secondi di penalità. Purtroppo nelle fasi di partenza un concorrente ha frenato davanti a Marco: piccola toccata, i ganci che fissano il muso erano troppo lenti e così il musetto è rientrato. Prendiamo i 10 secondi di penalità da scontare sulla griglia di partenza della finale. Veniamo arretrati di nove posizioni, ma per la finale troviamo i ganci giusti, che fissano il muso bene.
Partiamo dalle retrovie ma sappiamo di poter risalire. Peccato, però, che non riusciamo nemmeno a vedere il semaforo verde. Nel giro di lancio, poco prima del rettilineo di partenza, un concorrente si gira. Tutti rallentano e lo evitano, il direttore di gara non da’ la partenza (la partenza nella 125 Senior Rok è lanciata) e il semaforo resta rosso. Da dietro, però, un pilota – probabilmente per inesperienza – non si accorge né del rallentamento, né della partenza rinviata. Quindi, mentre gli altri rallentano, lui arriva a cannone dalle retrovie, ne centra due o tre e si ribalta in rettilineo. Niente di grave, viene medicato sul posto. Solamente qualche botta, pare. Però, tra quei “due o tre” centrati, c’è purtroppo anche Marco: assale storto, cerchio posteriore rotto, braccetto dello sterzo piegato. Il direttore di gara ferma tutto per ridare la procedura di partenza, ma i danni al nostro kart non ci permettono di prendere il via. Peccato, potevamo fare una bella gara in rimonta. E invece ci siamo dovuti ritirare, non per colpa nostra.
Nonostante tutto, il primo weekend di gara ci lascia qualche sensazione positiva. Grazie a tutti gli esperimenti di sabato abbiamo capito meglio come lavorare sul telaio. E siamo anche riusciti a trovare buoni settaggi di carburazione, che quest’anno è parzialmente imposta: tipo di spillo, valvola gas, polverizzatore ed emulsionatore sono uguali per tutti. Si può intervenire solamente sul getto massimo e sulla posizione dello spillo. Non è facile trovare un buon setup lavorando solalmente su questi due parametri, ma dovremmo aver trovato la strada giusta. Da ultimo, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla partecipazione: 32 iscritti nella Senior Rok (ex Rok Gp), quest’anno sarà un campionato stimolante. Noi ci siamo. Ora è tempo di sistemare i danni di domenica e tornare prima possibile in pista. La motivazione è più forte di prima. Perché gli asini son testoni…specie quelli da corsa!

Hi-ho

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