sabato 31 ottobre 2020
precenicco_partenza_1

A caccia di decimi in Friuli Venezia Giulia

Precenicco, circuito internazionale Friuli Venezia Giulia “Valle Hierschel”. Una trasferta sempre piacevole. Lunga (specie col vecchio Daily aspirato che fa i centoventi a tirarlo in discesa) ma sempre interessante. La pista è immersa in un contesto verde, il tracciato è divertente, l’impianto ben servito.
Partiamo dalle note positive: abbiamo visto la bandiera a scacchi. Che dopo la gara scorsa (leggi qui) non era cosa poi così scontata. Marco ha fatto una buona gara e il vecchio 244 (che vedete sopra, caricato sul furgone) ha fatto il suo onesto lavoro.
SABATO
Durante le prove del sabato rincorriamo un po’ i fantasmi. Nel senso: non andiamo male, ma ci mancano sempre un paio di decimi per essere nel nostro. Arriviamo quasi a mezzo secondo dai primi (che sarebbe teoricamente il nostro), ma ci arriviamo sul giro secco, e non sul passo. Il problema non sembra essere il telaio che lasciamo sostanzialmente standard (lavoriamo solo su barra e carreggiata posteriore, poche cose), quanto il motore. “Sembra”: perché i giri massimi ci sono, la velocità pure. I tempi sono quelli che facevamo l’anno scorso, ma gli altri sono scesi di mezzo secondo. Il problema sembra essere sul lento, ossia nella ripresa all’uscita dai tornanti. Ma accorciare il rapporto non si può, perché perderemmo troppa velocità di punta, e in un circuito così veloce sarebbe un handicap eccessivo.
DOMENICA
Come se non avessimo abbastanza grane, ecco la pioggia che cade, puntuale, domenica mattina. Saltiamo il warm up perché tanto la gara sarà asciutta ed è inutile provare sul bagnato. Qualifiche: fatica, fatica, fatica. Otto decimi dai primi. Siamo abbastanza indietro, 21esimi. Tocca cercare di rimontare in prefinale. Durante la quale, però, un errore ci relega in fondo. Vabbè, prendiamola come va e puntiamo alla finale.
Partenza furba di Marco, che, nel primo giro guadagna almeno cinque posizioni restando all’esterno. Il problema, però, è difendersi: chi sta dietro di lui ne ha di più. Lui si difende come può e fa un ottimo lavoro. Rimontare quando ne hai di più è più facile. Difendersi quando hai dietro gente che va più forte è dura, psicologicamente, perché i nervi rischiano di saltare. E invece Marco regge egregiamente, anche quando ha dietro un Super Rok (mezzo più veloce di un’altra categoria) si difende e tiene la posizione. Chiudiamo 14esimi, grazie anche a qualche ritiro davanti a noi. Posizione non esaltante, vero, ma Marco – con i mezzi che aveva a disposizione – ha fatto una gara intelligente e concreta.
E ORA?
E ora dobbiamo capire dove abbiamo lasciato quei due o tre decimi che ci mancano. Lavoreremo su telaio e motore (soprattutto) e torneremo in pista, tra due settimane, per la prossima gara, più asini che mai.

Hi-ho

Lascia un commento