lunedì 11 dicembre 2017
branduzzo1

Acqua bollente a Castelletto di Branduzzo


Quinta gara dell’anno, torniamo sulla pista di casa a Castelletto di Branduzzo, fiduciosi dopo i test positivi di settimana scorsa. I piloti iscritti sono 29, tutti molto veloci: il gruppetto che di solito ci sta dietro o con il quale ce la giochiamo non c’è, quindi sappiamo che sarà una gara molto, molto dura.
Sabato iniziamo le prove libere e sessione dopo sessione arriviamo a girare in 49.3, mentre i primi sono sul 48.6-48.8. La pista inizia a gommarsi parecchio e quindi cerchiamo scorrevolezza liberando l’avantreno, abbassando l’altezza da terra e aprendo la campanatura. La direzione sembra giusta, ma domenica, per le qualifiche, decidiamo di tornare con il primo assetto, immaginandolo più efficace.
Purtroppo, però, la pioggia di sabato sera ha “lavato” la gomma e domenica mattina il grip aumenta ancora. Le libere non fanno testo, la pista è ancora umida. In qualifica purtroppo al terzo giro un incoveniente: nel passare un pilota più lento, Marco si “infila” al tornantino del lago, l’altro pilota probabilmente non lo vede, chiude, e gli rifila una ruotata. Risultato: cerchio in magnesio rotto, ruota sgonfia e assale storto. In qualifica siamo quindi piuttosto in fondo. Peccato, perché un 49.1 era alla nostra portata. branduzzo2In quaranta minuti – non so come – riusciamo a cambiare un cerchio, sostituire l’assale e presentarci all’ultimo secondo in griglia di partenza per la prefinale. Sfiga su sfiga, in pit lane il motore non parte (nel caos delle riparazioni non abbiamo fatto in tempo a scaldarlo), ci vuole qualche secondo prima che arrivi benzina e il direttore di gara decide di dare comunque la partenza. Giro dopo giro Marco riesce a riprendere la coda della gara, passa chi deve passare e chiude senza troppi problemi.
Problemi che, invece, si presentano in finale, dove decidiamo di tornare all’assetto con l’avantreno libero (basso e campanato): il telaio va molto bene, il motore invece no. L’acqua dovrebbe stare massimo a 55 gradi, invece sale ben oltre i 70 gradi per tutta la gara. A queste temperature, il rendimento del motore crolla. Marco, nonostante i problemi al motore, chiude comunque una gara onorevole al 23esimo posto. Contenti per il setup finale, meno contenti per i problemi al motore che, pur diversi di volta in volta, ormai ci affliggono da qualche gara. Resta da capire la causa dell’innalzamento della temperatura: forse la pompa dell’acqua, forse un altro problema al circuito di raffreddamento. Ora è tempo di capire e di provare. Perché la “regular season” è finita, ma gli asini da corsa non si fermano: il prossimo appuntamento non è una gara, è “la” gara. Finale Internazionale Rok 2017. Una sorta di mondiale. Arrivederci a Lonato, con la possibilità di una piccola sorpresa nel frattempo…

See you on track!