domenica 18 novembre 2018
donkey-lonato-kart

“Eh, ma non è facile”. Giornata di test con finale…a ruoli invertiti

Eh, ma non è facile. 

Questa è la risposta che mi sono sentito dare di tanto in tanto da Marco. E di fronte alla quale, ammetto, qualche volta ho storto il naso.

La spartizione dei compiti in DonkeyMotor tra me (Andrea) e Marco è molto semplice: lui è il pilota, io il meccanico. Che nelle corse non è un semplice “tirabulloni”, ma una persona che – in teoria – osservandoti da fuori deve anche cercare di farti capire dove puoi migliorare.

Nelle prove prima delle gare cerco sempre di vedere rispetto ai primi dove Marco sbaglia o dove perde. Ogni volta che scende dal kart gli dico qui esci più lento, là devi essere più pulito, qui accelera prima, là chiudi troppo presto, ecc.
E quando vedo che non riesce a mettere in pratica quello che ci diciamo ai box, gli ripeto quello che secondo me dovrebbe fare per limare un decimo qui e un decimo là. Al che, lui ogni tanto risponde: eh, ma non è facile. Che vuol dire tutto e niente. Ovvio che non è facile, rispondo io.

Bene, oggi mi sono ricordato che davvero non è facile. Giornata di test a South Garda Karting: tutto bene. Tempi buoni, un lavoro positivo su telaio e motore e un buon allenamento in vista del cambio di categoria (dalla prossima gara Iame X30 al posto di Senior Rok).
All’ultimo turno Marco è abbastanza bollito, quindi mi dice: vuoi farlo tu? Ma sì, perché no. E’ una vita che non salgo su un kart, non ho mai girato sul tracciato nuovo di Lonato e non ho mai guidato questo telaio. Mi cambio. Tuta, scarpe, sottocasco, casco e via. Tasto verde. Il motore borbotta in uscita dalla pit lane, e al primo rettilineo mi schiaccia contro il sedile, con un urlo secco e piacevolissimo.
Il tempo di scaldare le gomme e inizio a tirare. Ora, io non sono proprio un principiante, ho corso qualche anno in categorie nazionali quindi ho idea di come si guidi un kart da corsa. Ma se non sali per troppo tempo, ti dimentichi due cose: quanto sia infinitamente divertente, e quanto sia dannatamente dura andar forte.
Ogni volta che affondi il gas passi i 100 all’ora, e accade tutto molto in fretta. Sbagli una staccata di mezzo metro e non giri più. Acceleri troppo presto e devi togliere gas. Entri in rilascio senza puntare il gas e il kart salta come un demonio, rifilandoti dei contraccolpi sul volante che ti fanno bruciare gli avambracci.
Appena senti di iniziare a spingere un pochino, ti ricordi quanto sei fuori allenamento: la forza G laterale ti spinge le costole contro il sedile e quasi fai fatica a respirare, le vibrazioni ti rincoglioniscono, nelle curve veloci sembra che la testa si stia per staccare dal collo.
Va forte, fortissimo. E non è divertente. Di più. E’ una libidine. Ma non è facile. Per nulla. E io giravo in tempi a dir poco ridicoli (almeno 3 secondi da Marco).
Sgomitare in mezzo ad altri 20, 30 piloti per limare 2 decimi e stare attenti all’assetto, al motore, alle traiettorie, a chi ti sta attorno, alle temperature, e a tutto il resto senza perdere concentrazione nella guida non è assolutamente facile. E’ il fascino e l’essenza del karting, ma non è facile.
Per carità, lo sapevo, questo esperimento me l’ha solo ricordato. Quindi, magari, la prossima volta che sentirò quel eh, ma non è facile, penserò a oggi. Che da fuori…siam buoni tutti!

See you on track!!!